Notizie

Supermercati: il problema non è dire sempre no, ma sapere dove, come e quando dire sì

Ha ragione Rudy Collini, presidente di Uniascom Confcommercio provincia di Varese, quando richiama l’attenzione sul rischio di una sovrabbondanza di supermercati in alcuni quartieri di Busto Arsizio, mentre altre zone della città restano prive persino dei servizi commerciali essenziali.

Nell’intervista rilasciata il 5 agosto 2026 a La Prealpina, Collini evidenzia la necessità di adottare una logica più razionale nella programmazione e nell’autorizzazione dei nuovi insediamenti commerciali, valutando i bisogni reali dei quartieri e tutelando il commercio di prossimità, che continua a garantire un servizio fondamentale alla vita delle comunità locali.

È un tema che Busto Rinasce aveva già sollevato lo scorso maggio e che è emerso anche dalle osservazioni dei cittadini nel corso di diversi AMA. Le parole di Collini ne confermano oggi la rilevanza e contribuiscono a riportarlo al centro del dibattito pubblico.

Non si tratta di essere pregiudizialmente contrari a ogni nuovo supermercato. Recuperare un’area dismessa, creare occupazione e offrire un servizio realmente utile a un quartiere può certamente rappresentare un’opportunità per la città.

Il problema nasce quando i singoli interventi vengono valutati uno alla volta, senza che emerga una regia pubblica capace di stabilire quali servizi servano davvero, in quali zone siano necessari e quale impatto possano produrre sul commercio di prossimità e sull’equilibrio complessivo dei quartieri.

Un’Amministrazione non dovrebbe limitarsi a gestire le proposte che arrivano. Dovrebbe avere un’idea chiara di città e orientare gli investimenti verso ciò che manca e che può essere realmente utile ai cittadini.

Significa valutare la distribuzione dei servizi commerciali, individuare i quartieri più sguarniti, comprendere le esigenze di anziani, famiglie e persone che si muovono senza automobile, ma anche favorire l’insediamento di attività e funzioni oggi assenti, capaci di ampliare l’offerta della città anziché replicare continuamente quella già esistente.

Perché una città non può essere disegnata semplicemente dalla disponibilità delle aree e dagli interessi degli operatori privati.

Deve essere la politica a indicare la direzione, attraverso programmazione, progettualità e una visione riconoscibile del futuro di Busto Arsizio.

Busto Rinasce. Con le persone. Per la città.

Condividi