Rifiuti – sette proposte per una città pulita

Una città pulita ha marciapiedi liberi dai sacchi abbandonati, spazi pubblici curati e un servizio di raccolta che funziona. Chi vuole liberarsi di un mobile o ritirare i sacchi blu deve poterlo fare senza difficoltà.

Per Busto Rinasce, il Comune e AGESP, il gestore del servizio, devono rendere semplice consegnare correttamente i rifiuti e intervenire rapidamente sugli accumuli. Ai cittadini, d’altro canto, spetta dimostrare senso civico, essere in regola con la Tarip e usare in modo corretto i servizi disponibili.

Da questo impegno reciproco nascono le sette proposte discusse durante l’AMA sui rifiuti, che contribuiranno al programma che presenteremo alle elezioni.

Rimuovere rapidamente i rifiuti e sanzionare chi li abbandona

Il problema. Un sacco lasciato sul marciapiede perché esposto in modo scorretto può diventare il primo di un accumulo: altre persone vedono quei rifiuti e ne aggiungono altri. Il disagio ricade su tutto il quartiere, anche su chi rispetta le regole.

La soluzione. Proponiamo di rimuovere rapidamente i rifiuti e cercare contemporaneamente chi li ha abbandonati, per applicare le sanzioni previste.

Come funziona. Il Comune e AGESP organizzerebbero la raccolta anche dei sacchi esposti in modo non conforme, senza aspettare la conclusione degli accertamenti. Verrebbero successivamente svolti i controlli per risalire ai responsabili e sanzionarli. La pulizia della strada e l’individuazione di chi ha violato le regole procederebbero quindi insieme.

Un sacco temporaneo per chi sta regolarizzando la propria utenza

Il problema. Chi vive a Busto e non risulta ancora iscritto alla Tarip, la tariffa dei rifiuti, produce comunque spazzatura. Senza i sacchi previsti dal sistema, non ha lo strumento necessario per consegnarla correttamente.

La soluzione. Proponiamo un sacco temporaneo identificabile per chi sta completando la regolarizzazione della propria utenza.

Come funziona. AGESP fornirebbe un sacco provvisorio con codice elettronico RFID, riconoscibile al momento della raccolta e utilizzabile durante la fase di regolarizzazione. Il Comune affiancherebbe questa misura all’individuazione delle utenze non registrate e a un percorso semplice per mettersi in regola. Il sacco temporaneo accompagnerebbe così l’ingresso nel sistema, con gli stessi obblighi di iscrizione e pagamento previsti per tutti.

Pulizia e fototrappole nei punti in cui gli abbandoni si ripetono

Il problema. In alcune strade, i rifiuti tendono a ricomparire negli stessi punti. Anche intorno ai cassonetti dei rifiuti tessili e degli abiti usati si formano accumuli di spazzatura e oggetti che non dovrebbero essere lasciati lì.

La soluzione. Proponiamo una mappa aggiornata dei luoghi in cui gli abbandoni si ripetono, per concentrare pulizia, controlli e fototrappole.

Come funziona. Il Comune individuerebbe i punti critici attraverso segnalazioni e sopralluoghi. AGESP organizzerebbe pulizie più frequenti; la Polizia Locale intensificherebbe i controlli, anche con le fototrappole: telecamere usate per documentare gli abbandoni e risalire ai responsabili.
Per i cassonetti dei rifiuti tessili e degli abiti usati si partirebbe da una maggiore pulizia e sorveglianza. Lo spostamento o la rimozione del contenitore verrebbero valutati soltanto nei punti in cui non fosse possibile garantire pulizia e controlli adeguati.

Ingombranti più facili da consegnare anche nei quartieri

Il problema. Un materasso o un mobile non entrano facilmente in automobile. Portarli al Centro Multiraccolta può richiedere un mezzo adatto e diversi spostamenti: ostacoli concreti anche per chi vuole smaltirli correttamente.

La soluzione. Proponiamo gli Amnesty Days, con una giornata al mese di accesso semplificato al Centro Multiraccolta, e uno “svuota cantine” itinerante nei quartieri.

Come funziona. Durante gli Amnesty Days, al Centro Multiraccolta di via dell’Industria, AGESP renderebbe più semplici le procedure di consegna, con l’assistenza degli addetti per i materiali che l’impianto può accettare.
Lo “svuota cantine” prevederebbe invece punti di raccolta nei quartieri, in giorni e orari prestabiliti, dove consegnare piccoli ingombranti, come una sedia o un comodino, direttamente agli operatori AGESP. Chi deve liberare spazio in casa avrebbe così un servizio più vicino, senza raggiungere ogni volta il Centro Multiraccolta.

Accesso più semplice al Centro Multiraccolta con un mezzo non intestato

Il problema. Per trasportare un mobile può servire il furgone di un familiare o un mezzo a noleggio. Se l’accesso al Centro Multiraccolta dipende dall’intestazione del veicolo, anche chi porta i propri rifiuti domestici può incontrare ostacoli.

La soluzione. Proponiamo di semplificare l’accesso con mezzi prestati o noleggiati, controllando chi consegna i rifiuti e da dove provengono.

Come funziona. Comune e AGESP rivedrebbero le procedure per permettere al cittadino di dichiarare in modo semplice la propria identità, il mezzo utilizzato e la provenienza domestica dei rifiuti. Gli addetti verificherebbero che il cittadino sia regolarmente iscritto alla Tarip e controllerebbero il materiale consegnato. Il controllo si concentrerebbe così sull’utente e sui suoi rifiuti, non sul veicolo, mantenendo le verifiche contro abusi e dichiarazioni false.

Sacchi blu disponibili con scorte controllate e riordino automatico

Il problema. Se il sistema richiede di usare il sacco blu con codice RFID, quel sacco deve essere sempre reperibile. Un distributore vuoto costringe il cittadino a cercarne un altro e rende più difficile rispettare le regole.

La soluzione. Proponiamo di gestire le scorte con un sistema informatico che avvii automaticamente il riordino e permetta di controllare in tempo reale i distributori.

Come funziona. AGESP fisserebbe una quantità minima di sacchi da tenere in magazzino. Quando le scorte scendessero sotto quella soglia, il sistema farebbe partire l’ordine di rifornimento. Il gestore potrebbe anche “vedere” da remoto quali distributori stanno per svuotarsi e riempirli in anticipo. Una scorta di emergenza aiuterebbe ad affrontare gli imprevisti. E in caso di esaurimento temporaneo, il cittadino dovrebbe ricevere indicazioni su dove trovare i sacchi.

Segnalazioni da seguire fino alla rimozione dei rifiuti

Il problema. Oggi un cittadino può già segnalare un rifiuto abbandonato. Il problema è sapere che cosa succede dopo: chi se ne sta occupando, quando passeranno gli addetti e se la pulizia è stata completata.

La soluzione. Proponiamo di permettere al cittadino di seguire ogni segnalazione fino alla rimozione dei rifiuti.

Come funziona. La segnalazione potrebbe contenere la posizione, una breve descrizione e una fotografia. AGESP confermerebbe di averla ricevuta e presa in carico, comunicherebbe quando è previsto l’intervento e invierebbe un messaggio finale dopo la rimozione. Gli aggiornamenti arriverebbero attraverso canali semplici, come email o WhatsApp.
Anche gli operatori che lavorano sulle strade dovrebbero segnalare gli accumuli incontrati durante il servizio e, quando possibile, provvedere subito a rimuoverli.