Alla Pasticceria Oscar l’annuncio ufficiale davanti alla stampa e a numerosi cittadini. Il fondatore di Busto Rinasce presenta le quattro priorità della sua candidatura, ma tiene ancora coperte le carte su squadra e programma: «Torneremo nei quartieri per costruire insieme ai cittadini le soluzioni e il programma»

BUSTO ARSIZIO, 19 settembre 2026 – Non un luogo scelto a caso. Salvatore Loschiavo ha voluto annunciare la propria candidatura a sindaco di Busto Arsizio alla Pasticceria Oscar di via Cavallotti, nel cuore della città e in una porzione del centro storico alla quale lo lega anche un pezzo della sua precedente esperienza amministrativa: proprio da assessore aveva infatti lavorato al progetto di riqualificazione di quest’area.
Ieri, davanti ai giornalisti e ai numerosi cittadini intervenuti alla conferenza stampa, il fondatore di Busto Rinasce ha sciolto ufficialmente la riserva: alle prossime elezioni amministrative sarà candidato sindaco alla guida della lista civica nata dal percorso di ascolto avviato nei mesi scorsi nei quartieri.
Un annuncio che Loschiavo ha voluto presentare non come l’inizio di qualcosa di completamente nuovo, ma come la naturale evoluzione del lavoro svolto fin qui.
«Quando abbiamo iniziato il percorso degli AMA non c’era un programma amministrativo e non c’era una velleità elettorale: volevamo innanzitutto ascoltare i cittadini», ha ricordato. Il punto di partenza, ha spiegato, sono stati i cittadini: i problemi segnalati nei quartieri, le domande raccolte, le critiche, le idee e le aspettative emerse durante gli incontri pubblici. Da qui la decisione di compiere adesso un passo ulteriore: trasformare quell’ascolto in una proposta di governo della città e assumersi la responsabilità di realizzarla.
«Non mi candido contro nessuno. Mi candido per Busto»
Il tono scelto da Loschiavo è stato quello già utilizzato in questi mesi da Busto Rinasce: poche promesse elettorali e la convinzione che sia necessario un metodo di governo diverso da quello attuale.
«Busto è una città dalle grandi potenzialità, ma deve ritrovare la giusta direzione», ha sottolineato, mettendo in relazione problemi che troppo spesso vengono affrontati separatamente: partecipazione, sicurezza, manutenzione e mobilità.
E ha voluto chiarire immediatamente anche il perimetro politico della sua candidatura: «Non mi candido contro nessuno. Mi candido per Busto Arsizio e per i suoi cittadini».
Nessun “libro dei sogni”, quindi. L’impegno dichiarato è più concreto: amministrare con competenza, presenza, capacità di ascolto e responsabilità.
Una linea che ieri si è vista anche al termine della presentazione. Esaurito l’annuncio di rito, Loschiavo non si è sottratto alle domande dei giornalisti e dei presenti, pur mantenendo ancora qualche carta coperta.
Chi si aspettava di conoscere già la composizione della lista è rimasto senza nomi. E lo stesso vale per il programma dettagliato.
La squadra di Busto Rinasce, ha fatto capire il candidato, verrà presentata più avanti. Anche le singole proposte amministrative saranno definite nei prossimi mesi, dopo un nuovo passaggio di confronto con la città.
Prima le soluzioni, poi il programma
È probabilmente questo uno degli aspetti più caratterizzanti del percorso annunciato ieri. Il primo ciclo degli AMA, infatti, è servito soprattutto per raccogliere i problemi. Il secondo avrà invece un obiettivo differente: tornare negli stessi quartieri chiedendo ai cittadini di confrontarsi sulle possibili soluzioni.
«Di fronte ai problemi che sono emersi chiederemo ai cittadini quale possa essere la soluzione. Porteremo un nostro pensiero, ma sarà soltanto una linea guida: il programma elettorale lo costruiremo insieme a loro», ha spiegato Loschiavo.
Da questo lavoro dovrà nascere l’ossatura del programma elettorale.
Il percorso verso le elezioni sarà quindi scandito da tre passaggi: un nuovo ciclo di AMA dedicato alle risposte, la formalizzazione del programma e la costruzione della squadra che affiancherà Loschiavo nella lista civica.
Una scelta coerente con la storia recente di Busto Rinasce: non presentare alla città un programma già chiuso, “calato dall’alto” per così dire, ma provare a costruirlo partendo da ciò che nei quartieri è emerso in questi mesi.
Quattro pilastri per la candidatura
Se i dettagli restano ancora da scrivere, la direzione politica è invece già definita.
Loschiavo ha indicato quattro grandi priorità attorno alle quali costruire il progetto amministrativo di Busto Rinasce.
La prima è la partecipazione dei quartieri. L’idea è quella di dare vita a Comitati di Quartiere permanenti, in grado di creare un collegamento stabile tra cittadini e amministrazione. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’ascolto da iniziativa occasionale a vero e proprio metodo di governo.
«I quartieri non devono più essere periferia: devono diventare il centro della politica cittadina», ha sintetizzato Loschiavo, ribadendo la volontà di dare ai cittadini un ruolo stabile e non episodico nella gestione della cosa pubblica.
Il secondo pilastro è la sicurezza, tema che Loschiavo conosce anche per averne avuto la delega durante la precedente esperienza da assessore. Il punto di partenza è la crescita di situazioni che alimentano il senso di insicurezza – risse, bivacchi, gruppi che creano disagio, furti nelle abitazioni –, ma la risposta immaginata non si limita al controllo: prevenzione, presenza sul territorio, illuminazione, tecnologie e cura degli spazi urbani dovranno far parte dello stesso sistema.
«La sicurezza non si costruisce soltanto con il controllo del territorio. Si costruisce anche prendendosi cura della città», ha sottolineato, collegando il tema della sicurezza a quello dell’illuminazione, del commercio di vicinato, della manutenzione e della qualità degli spazi pubblici.
Terzo capitolo, manutenzione e decoro urbano. Dalle strade ai marciapiedi, dai parchi alle grandi strutture cittadine, Busto Rinasce vuole riportare al centro la capacità del Comune di prendersi cura di ciò che già esiste. Nel suo intervento Loschiavo ha citato, tra gli altri, la Piscina Manara e l’E-Work Arena e ha ribadito la volontà di rimettere mano anche al sistema della raccolta differenziata, laddove produca criticità visibili sul fronte del decoro.
«Prima di promettere grandi sogni dobbiamo prenderci cura di quello che già esiste. L’ordinario è ordinario, ma non è secondario», è stato uno dei passaggi più netti del suo intervento.
Infine la mobilità, altro settore di cui Loschiavo si è occupato direttamente durante i tre anni trascorsi in Giunta. Una mobilità intesa non come terreno ideologico, ma come organizzazione concreta della città: collegamenti tra quartieri, sicurezza stradale, traffico, trasporto pubblico, percorsi pedonali e ciclabili.
«La mobilità non è una questione ideologica: è qualità della vita. Se funziona la mobilità, funzionano il commercio e la socialità e vive meglio tutta la città», ha spiegato Loschiavo.
Quattro temi differenti, ma che per il candidato fanno parte di un’unica idea: costruire una Busto più semplice da vivere.
La sfida: una città «a misura d’uomo e dei bustocchi»
È questa, in fondo, la formula sulla quale Loschiavo ha costruito l’annuncio di ieri: far rinascere Busto come una città realmente a misura d’uomo e delle esigenze dei bustocchi.
Una città nella quale la qualità della vita non cambi radicalmente da un quartiere all’altro; nella quale spazi pubblici e strutture vengano mantenuti in buona efficienza prima che i problemi diventino emergenze; nella quale ci si possa muovere meglio e sentirsi più sicuri; e nella quale la partecipazione dei cittadini non si esaurisca nel giorno delle elezioni.
Come ha sintetizzato Loschiavo nella parte conclusiva del suo intervento: «Io ci metto la faccia, ma i protagonisti devono essere i cittadini. Far rinascere Busto significa tornare a prendersi cura di ciò che abbiamo, programmare prima che i problemi diventino emergenze e ricostruire il rapporto di fiducia tra chi amministra e chi è amministrato».

